LE SFIDE DI APOLLO: L’ORACOLO NASCOSTO – recensione

Gli haiku di Apollo ti entrano nel cuore, e non ne escono più!

Titolo originale: The Trials of Apollo 1. The Hidden Oracle
Edizione originale: 2016
Edizione italiana: 2016
Editore: Mondadori
Collana: I grandi
Pagine: 354
Struttura interna: vari capitoli + Guida alla lingua di Apollo

– Considerazioni generali –
Prima di tutto ringrazio la Mondadori e soprattutto la pagina Facebook ufficiale di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo per avermi regalato in anteprima la copia del romanzo! Davvero dei grandi, bisognerebbe fare questi contest più spesso… 😉 Speriamo sia l’inizio di una lunga serie, dunque!
Parlando prettamente del romanzo, L’oracolo nascosto non è indimenticabile come i precedenti, ma è comunque una piacevolissima lettura e l’ironia che Riordan mette nei suoi libri è sempre un tocco di classe.
Una minima pecca, mi ha deluso un po’ la Mondadori che in copertina ci piazza “Il ritorno di Percy Jackson”: no, Percy Jackson fa semplicemente un cameo. Quindi, non aspettatevi chissà cosa dal semidio figlio di Poseidone.

– Cononoscere il libro –
La trama del romanzo:

Per un immortale non c’è condanna più crudele che diventare un mortale, eppure Apollo è riuscito a meritarne una ancora peggiore: non solo è precipitato dall’Olimpo a Manhattan in un cassonetto della spazzatura, ma si è ritrovato nelle sembianze di un goffo sedicenne di nome Lester Papadopoulos! Questa è la punizione che attende chi fa infuriare il potente Zeus.
Il dio della poesia, della musica e del sole, tuttavia, è più che mai determinato a riconquistare bellezza, fascino e addominali a tartaruga. Così, in compagnia della nuova amica Meg, si avventura per le strade di New York alla ricerca di Percy Jackson, l’unico che può aiutarlo.
Percy non sarà molto felice di vederlo, ma lo condurrà al Campo Mezzosangue, dove emergerà un importante indizio: la punizione di Apollo potrebbe essere legata alla scomparsa di alcuni semidei e al misterioso silenzio dell’Oracolo di Delfi, che da tempo è prigioniero del mostro Pitone e non pronuncia più le sue sacre profezie…

E la quarta di copertina:

Ispezionai il mio nuovo corpo. A quanto pareva, ero un adolescente maschio, vestito con un paio di jeans, una polo verde e delle sneaker ai piedi. Che sciatteria. Mi sentivo nauseato, debole, e molto, molto umano. Non capirò mai come voi mortali riusciate a sopportarlo. Trascorrete la vostra intera vita intrappolati in un sacco di carne, incapaci di godere di piaceri semplici come trasformarsi in colibrì o dissolversi in luce pura.

– La storia –
Tutto ha inizio con Apollo che precipita sulla Terra, punito dal padre Zeus per un motivo non precisato. Qui, Apollo, dopo essere stato attaccato da due bulli, scopre di essere divenuto un mortale col nome di Lester Papadopoulos. Come se non bastasse, in suo aiuto arriva una ragazzina di nome Meg, la quale diventa suo “padrone”, reclamandone i servigi: Apollo dovrà fare qualsiasi cosa Meg gli ordinerà per un anno. Un inizio di vita mortale davvero sconvolgente per il nostro egocentrico dio. Infine, Apollo ha la brillante idea di passare da Percy Jackson, convinto che lui possa aiutarlo. Trovata casa sua, Percy decide di accompagnare Apollo e Meg al Campo Mezzosangue, ma una volta giunti qua il figlio di Poseidone lascia la scena. (Il famoso “ritorno di Percy Jackson” della Mondadori – grazie per aver illuso le mie aspettative…)
Una volta al Campo, Apollo racconta a Chirone della sua situazione e fa l’incontro dei suoi figli semidivini. Ma nulla è tranquillo al campo: alcuni ragazzi sono spariti e non c’è più traccia di loro, e, come se non bastasse, l’Oracolo è in silenzio, e perciò Chirone non può nemmeno far partire una missione di semidei! E tutto converge su Apollo: tutti pensano che se sia giunto lì, da mortale per di più, un motivo c’è…
Che abbiano inizio “le sfide” di Apollo!

– Commento –
A malincuore lo zio Rick mi ha un po’ deluso. (Poco, poco, eh.) Però, dopo aver amato Percy Jackson ed essere stato catturato dagli Eroi dell’Olimpo, questo primo capitolo delle Sfide di Apollo è un “nì”, ma le premesse per il 2° libro sono davvero bellissime, quindi vale davvero la pena leggere il libro, perché con il finale si rialza notevolmente. Unica cosa: come faccio ad aspettare giugno 2017 per The Dark Prophecy?
E poi devo per forza fare una nota di merito per i titoli dei capitoli, o meglio dire gli haiku di Apollo che sono presenti all’inizio di ogni capitolo: decisamente solo Rick può intitolare i capitoli in modi come Guarda nella spam. Ci sono profezie? No? Vabbè. Ciao, o La disco-music ti salva il cervello. Y.M.C.A. Yeah!, o anche La statua è nuda. Nuda come un verme. E le mutande?, o infine Amo la peste quando è su una freccia. Ta-dah! Sei morto?
Che altro aggiungere? :’D

– Rubrica cover –
Grazie agli dèi, è ancora il mitico Daniele Gaspari (seguitelo sulla sua pagina Facebook!) a fare la cover. Con lui, si va sul sicuro. Ma c’è da dire che stavolta – e per la prima volta – le cover originali (qui sotto rispettivamente versione americana e inglese) hanno dato del filo da torcere al nostro connazionale, che però se ne esce ancora una volta vittorioso illustrando un Percy Jackon che impugna la sua fenomenale Vortice dinanzi ad un Apollo-umano illuminato da fulmini e saette.
La versione americana, di solito sempre banale nel disegno, se ne esce questo giro con un Apollo-umano inginocchiato con dietro l’Apollo-dio intento a scoccare una freccia al cielo (come a dire: “Zeus, perché mi fai questo? Beccati una freccia!”), mentre in quella inglese l’Apollo-umano precipita in mezzo ai palazzi di New York: la cover è dinamica, colorata, illuminata… davvero bella – ma non vi ricorda una certa seconda proposta italiana per Il sangue dell’Olimpo?…

– Voto –
Concludendo, il libro è molto intrigante ma dallo zio Rick mi aspetto di più! Avendo la certezza che il 2° capitolo sarà più bello, il voto per L’oracolo nascosto è:

4,5
4 stelline e mezzo su 5

From Long Island With Love,
Raduraio

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